Grande partecipazione e tanta emozione per la giornata celebrativa dei 25 anni di attività di Amici per il Centrafrica, un evento che ha riunito sostenitori, volontari e amici in un clima di collaborazione, incontro e sorrisi. Durante la festa, tra momenti di condivisione e attività dedicate alla comunità, si è svolta anche l’attesa estrazione della lotteria solidale, uno dei momenti più coinvolgenti della giornata.
Siamo felici di comunicare il numero del biglietto vincente: 1389. Il fortunato possessore potrà ritirare il premio seguendo le indicazioni pubblicate sui nostri canali ufficiali.
L’evento ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare i legami costruiti in questi 25 anni e per rinnovare l’impegno a favore dei progetti in Repubblica Centrafricana. La presenza di tante persone ha confermato quanto sia forte e viva la rete di chi crede nella nostra missione.
Continueremo a condividere momenti come questo, certi che ogni incontro sia un passo in più verso un futuro fatto di solidarietà e partecipazione.
Vogliamo celebrare i 25 anni di attività di Amici per il Centrafrica con una festa – il 18 Aprile – che rappresenta uno degli eventi organizzati per questo importante anniversario: un momento per ritrovarci insieme a tutti gli Amici che, in questi anni, hanno contribuito ai nostri progetti, camminando al nostro fianco.
Un anniversario importante, da vivere insieme
Questo traguardo rappresenta non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per rafforzare relazioni, condividere esperienze e rinnovare l’impegno verso i progetti sostenuti in questi anni. La giornata sarà un’opportunità concreta per incontrarsi, conoscersi e continuare a costruire insieme valore per il territorio e per le comunità supportate.
Programma della giornata – Sabato 18 aprile
Durante l’evento saranno previste diverse attività pensate per coinvolgere partecipanti di tutte le età, in un clima di condivisione e partecipazione attiva. Nel corso dell’evento si terrà l’estrazione della Fiat 500 d’Epoca, iniziativa simbolica che accompagna le celebrazioni e coinvolge tutti. Vedi regolamento.
Una rete di associazioni a sostegno dell’iniziativa
L’organizzazione della giornata vede la partecipazione di diverse realtà associative del territorio, a testimonianza dell’importanza del lavoro svolto in questi 25 anni e dei legami costruiti nel tempo.
Saranno presenti:
il gruppo Mozzafiato
le associazioni locali del Club 500
il Comitato Genitori Mozzate
Un contributo corale che rafforza il valore sociale dell’iniziativa e sottolinea la capacità di creare connessioni durature.
Evento patrocinato dal Comune di Limido Comasco
L’evento è patrocinato dal Comune di Limido Comasco, riconoscimento che conferma la rilevanza dell’iniziativa per il territorio e il suo impatto sulla comunità locale.
Ti aspettiamo
Scopri tutte le attività che abbiamo programmato per Sabato 18 Aprile. Ti aspettiamo in sede a Limido Comasco dalle 9:30 alle 16:30.
Un’occasione unica per celebrare insieme 25 anni di impegno, relazioni e progetti condivisi.
In questo tempo di Pasqua, che porta con sé un messaggio di rinascita e di luce, sento il desiderio profondo di condividere con voi un pensiero di gratitudine e speranza.
Il nostro impegno in Africa, fatto di ascolto, presenza e cura, è ogni giorno la prova che la speranza può diventare concreta: si accende nei gesti semplici, nei sorrisi, nelle mani che si uniscono per costruire un futuro migliore.
Questa Pasqua arriva in un anno speciale per la nostra associazione: a novembre celebreremo insieme i nostri 25 anni di attività.
Venticinque anni di passi condivisi, di sogni trasformati in progetti, di comunità che sono cresciute insieme a noi. Venticinque anni in cui la forza del volontariato ha dimostrato che quando il bene si muove, crea legami capaci di superare ogni distanza.
In questo anniversario il nostro pensiero va, ancora più intensamente, a Carla, fondatrice della nostra associazione, scomparsa dieci anni fa, ma profondamente presente nel cuore di ciò che siamo.
I valori che ci ha donato: l’amore per l’umanità, la fiducia nell’altro, la capacità di vedere oltre le difficoltà, continuano a guidare ogni nostra azione.
Quel seme che Carla ha gettato grazie alla sua visione coraggiosa si è trasformato nel Dispensario Mama Carla, nei progetti di Educazione e Formazione, che ci dimostrano che la nostra storia ha radici forti e sogni realizzati e da realizzare continuando a crederci insieme.
La Pasqua ci ricorda che la luce non si spegne: si tramanda, si rinnova, si moltiplica; è la speranza che coltiviamo quotidianamente, che ritroviamo negli occhi dei bambini che studiano, nelle famiglie che lavorano, nelle comunità che, passo dopo passo, provano a costruire un futuro più sereno.
Che questa Pasqua possa portarvi pace, forza e la certezza che insieme possiamo continuare a essere diffusori di speranza.
Con gratitudine per i 25 anni trascorsi e con entusiasmo per tutti quelli che verranno, camminiamo ancora accanto a chi ha bisogno, certi che ogni gesto d’amore lascia un segno che dura.
Con affetto e riconoscenzaBuona Pasqua a tutti i Volontari, i Sostenitori, gli Amici.
Cristina Ceresoli– Presidente del Consiglio Direttivo Amici per il Centrafrica ODV
Corriamo insieme per i bambini di bangui alla Milano marathon 2026, ogni passo un segnale di speranza e solidarietà. #corriconaca #amicicentrafrica #milanomarathon
Cogliendo le forti emozioni di Roberta ed Elisa, venute per la prima volta in Repubblica Centrafricana (RCA) per visitare i diversi progetti dell’Associazione Amici per il Centrafrica, non potevo esimermi dal tentare di trascriverle. A volte si ha bisogno di prendere in prestito le parole di altre persone per chiarire a se stessi e agli altri le motivazioni di scelte profondamente controcorrente. Come quella di scegliere di abitare, in tutti i sensi del termine, un paese, come la RCA. Sconosciuto, fragile, scomodo. Eppure capace di lasciare un segno profondo in chiunque lo attraversi, lo incontri davvero, e si lasci toccare dalla sua umanità.
Roberta, volontaria prima e segretaria dell’Associazione dal 2020, mamma di due ragazzi con due storie di nascita diverse (la prima adottiva e la seconda biologica) ed Elisa, figlia di Giuliano, volontario storico dell’Associazione, provano a raccontare questo viaggio, durato poco meno meno di due settimane. Che hanno trascorso incontrando famiglie, mamme con i loro bambini, camminando per le strade polverose, respirando i profumi e gli odori della foresta equatoriale, e facendo conoscenza con il popolo Aka (Pigmei) nel campement di Ngouma. Dove l’avventura di Amici per il Centrafrica ha avuto inizio. Ben venticinque anni fa.
E’ Elisa a tentare per prima di dare voce à ciò che ha vissuto. Si rende conto del perché suo papà, al rientro dal primo viaggio in Repubblica Centrafricana, non fosse riuscito a parlare per un paio di mesi della sua esperienza in Africa. E dice: “Io sono legatissima alla mia famiglia”. E’ sposata, con due figlie quasi ventenni. E aggiunge: “Non avevo mai fatto viaggi senza mio marito o qualche altro componente della mia famiglia. Temevo di sentire la loro mancanza. Invece non é successo”. Elisa é sopraffatta da quello che sperimenta in questa terra. Tante le emozioni nel vedere gente vivere gioiosa, nonostante sfide enormi, gente con il sorriso, senza una casa, senza luce, senza acqua. Come i Pigmei nella foresta equatoriale. “Sto bene qui. Questo mi fa capire di essere al posto giusto. Non mi era mai successa una cosa simile nella mia vita”. Elisa intuisce già che, al rientro, non sarà facile raccontare subito quello che ha vissuto.
Anche Roberta é stata toccata profondamente dal percoso dell’Associazione: dagli inizi nella foresta equatoriale fino all’impegno di oggi, nei progetti educativi, sanitari e di formazione professionale, che coinvolgono non soltanto la capitale, ma soprattutto le periferie, particolarmente le regioni centro-orientali del paese. “L’emozione più grande l’ho provata nel campement dei Pigmei”, racconta. “Sfioravo i bambini e loro mi sorridevano. Passavo tra le loro capanne e continuavano a rispondermi che stavano bene. E dentro di me, mi chiedevo: come si fa a dire “ça vabien”, quando non hai niente, neppure un letto su cui dormire?” Sono grandi le domande che si affollano nella testa di Roberta. Ma, come lei rammenta, l’Associazione Amici per il Centrafrica non ha mai voluto sdradicare la popolazione dalle proprie abitudini, dalla propria cultura. E allora una domanda diventa inevitabile: “Chi sono io per pensare che loro non siano felici qui? Evidentemente hanno ciò di cui hanno bisogno”. E’ stato l’inizio di una lenta elaborazione. Roberta intuisce già che, una volta rientrata in Italia, la sua vita avrà uno nuovo sguardo sulle cose, più profondo, più essenziale.
Elisa pensa ad Ornella, una ragazza di diciassette anni con un bimbo di sei mesi da accudire e una casa da mandare avanti. “Qui i bambini sono già adulti. Sin da piccoli sono costretti a cavarsela da soli”. E aggiunge: “Non c’è la mamma che ti prepara da mangiare, non c’è la mamma che ti fa il letto, non c’è la mamma che ti lava e stira i vestiti per andare a scuola”. E ricorda con commozione la danza in foresta con i Pigmei. Al buio. Con una torcia in mano. Cantando le canzoni di Mina. Per poi seguire i passi delle loro danze. Indimenticabile anche l’accoglienza di Buba, un commerciante mussulmano. “Aveva mille cose da fare”, ricorda Elisa, “eppure ci ha accolto in casa sua. Il pranzo condiviso, la sua famiglia, il giro al mercato con la sua mano in quella di Giuliano sono stati un segno di amicizia più grande di qualsiasi trattato di pace firmato dai grandi del mondo!”
Roberta non vuole lasciare indietro un altro aspetto fondamentale della sua esperienza in Centrafrica: la condivisione in casa, con gli amici con cui é partita e con i responsabili locali. “Sedersi attorno ad un tavolo, raccontarsi le esperienze come fossimo una famiglia”, dice, “e sentire con forza la motivazione comune che ci unisce e ci sostiene nel continuare a lavorare insieme per quest’Associazione”.
Elisa insiste sull’importanza di vivere un’espereinza in Africa in prima persona. I racconti non bastano. “Mio padre mi racconta di questo paese da 14 anni. Ho visto video, centinaia di fotografie, ascoltato le sue parole ad ogni suo rientro. Eppure adesso é tutto diverso: ho riconosciuto io stessa i luoghi, di cui mi aveva parlato”. Per quanto si possa provare a spiegare, trasmettere, raccontare quello che si é vissuto, non basta. “Una foto o un video non renderanno mai davvero ciò che questo paese ti riserva”, conclude. “Finché non si sperimentano le cose sulla propria pelle, non restano.” Sulla stessa lunghezza d’onda, Roberta rilegge il messaggio lasciato ai suoi amici alla fine del 2025, con l’augurio “di fare almeno una volta nella vita un’esperienza di questo genere”. E sussurra: “Il regalo più grande che quest’esperienza mi ha fatto é stato di ritrovare me stessa”. Che tradotto significa aver riconosciuto quel bisogno profondo, che ci accumuna tutti e che diventa sempre più difficile ascoltare nelle giornate vorticose della cultura occidentale: vivere la propria umanità nel senso pieno della parola, creando spazio, uno spazio grande, fatto di incontro, accoglienza, autenticità. Roberta ed Elisa avranno bisogno di tempo prima di poter raccontare quello che hanno visto e sperimentato, per trasmettere un messaggio che renda veramente conto dell’esperienza vissuta.
L’unico rammarico? La nostalgia delle stelle. Elisa ricorda la luna piena in foresta equatoriale, che le ha impedito di vedere le stelle. Ma saranno loro a indicare la strada per tornare, ancora una volta, nel cuore dell’Africa.
Il 2026 sarà per ACA un anno speciale, il 25º dalla sua fondazione.
Abbiamo voluto inaugurarlo con un gesto concreto di vicinanza e sostegno ai bambini di Bangui, scegliendo di partecipare ad una delle manifestazioni più importanti del territorio lombardo, una vetrina che ci consentirà di portare il nostro messaggio anche a chi non ci conosce ancora e dare forza ai nostri ideali.
La Maratona si svolgerà il 12 Aprile: sarà un grande festival della corsa capace di coinvolgere ogni anno oltre 40.000 persone, tra maratoneti, staffettisti, famiglie e appassionati.
Si tratta di 42 km nel cuore pulsante di Milano, lungo un percorso che attraversa i luoghi più iconici della città e li trasforma in un grane evento a cielo aperto, inclusivo e solidale grazie alla partecipazione di 140 associazioni e organizzazioni no profit e al programma di raccolta fondi.
Ci piacerebbe vivere con te anche questa “prima volta”, e rendere insieme questa esperienza un primo passo verso un approccio sempre più orientato alla creazione di una comunità solida e coesa.
Se sei uno sportivo, un’impresa o una persona che vuole dare un contributo a iniziative di grande valore umano, puoi dare una mano aiutandoci a trovare sponsor e runner, oppure candidandoti come atleta, come azienda supporter con un team di 4 atleti per la staffetta, o facendo una donazione.
Se preferisci supportare l’iniziativa con una donazione puoi trovare qui tutti i riferimenti e le informazioni sul progetto: https://www.retedeldono.it/progetto/corri-coi-bambini-di-bangui, ti ricordiamo che le donazioni sono deducibili e che rispondono a due obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: il n.2, sconfiggere la fame e il n.3: salute e benessere
Per saperne di più e avere tutte le informazioni scrivici a comunicazione@amicicentrafrica.it oppure chiamaci o manda un messaggio WhatsApp allo 031.937477
Corri con noi: insieme possiamo trasformare fatica in speranza, chilometri in sorrisi, solidarietà in vita!